Ritmo, ritmo!

Ritratto del Maestro Canello, da Fantozzi, 2023.

Matite Staedtler su carta Canson, cm 15 X 21, collezione privata.

Questa serie di ritratti fa parte di Cari inferiori, l'artbook che ho dedicato alla saga cinematografica di Fantozzi in omaggio non tanto al genio di Paolo Villaggio, quanto ai molti caratteristi coinvolti nella definizione dei vari comprimari. Dalla mia introduzione all'artbook: 

"Io e Fantozzi - il primo romanzo, intendo - abbiamo la stessa età. Solo che lui, a differenza mia, non è invecchiato. Stessa cosa per l’adattamento cinematografico, almeno relativamente ai primi film.

Paolo Villaggio sublimò la sua esperienza di impiegato all’Italsider mescolando Svevo, Cechov e Wile E. Coyote e ci restituì questa specie di trattato socio-antropologico agghiacciante che ancora oggi ci mostra con preoccupante adesione al vero un’Italietta animata da cialtroni pusillanimi, ignoranti e servili, all’occorrenza prevaricatori e più raramente capaci di scatti d’eroismo (“Prendo la vecchia!”) che finiscono comunque in tragicommedia.

Le molte invenzioni di Villaggio, a partire dal tono della sua stessa voce narrante, che più di ogni altro espediente contribuisce a rendere epiche le peripezie di questa congerie di inetti, si sono imposte nella cultura italiana in un modo così radicale che anche a distanza di quasi mezzo secolo dall’esordio al cinema di Fantozzi capita spessissimo, nei contesti più disparati, di sentirne citare passaggi, nomi, modi di dire, atteggiamenti.

E se è vero che per giudicare la bontà di un’opera occorre che il giudizio di pubblico e di critica sia lasciato decantare e risulti duraturo anche a distanza di decenni, allora Fantozzi è indiscutibilmente un’opera rilevantissima, forse anche sottostimata da un’élite culturale che nel nostro Paese ha sempre colpevolmente guardato alle produzioni umoristiche con sussiego e sufficienza.

Ma se dobbiamo al genio di Villaggio (e di Luciano Salce) la creazione di questa fotografia dell’italiano così lucida, non di rado per certi versi profetica, è anche vero che non sarebbe stata così efficace senza l’apporto fondamentale di formidabili caratteristi che hanno contribuito più che attivamente a permetterle di sedimentarsi così a fondo nel nostro immaginario.

Per questi motivi nella galleria di ritratti che segue non troverete Ugo, la matricola 1001/bis dell’Ufficio Sinistri, ma gli sgorbi che lo circondano, nel tentativo di riunire un grande affresco di maschere eccezionali, senza le quali Fantozzi probabilmente non sarebbe diventato il capolavoro che è."

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